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LA
BUSSOLA MAGNETICA – ORIGINE – INVENZIONE- USO
LA MAGNETITE:
I primi magneti furono scoperti dagli antichi greci. Essi si accorsero
che alcune rocce nei dintorni della città di Magnesia, in Asia Minore,
avevano la proprietà di attrarre piccoli pezzi di ferro.
Quelle rocce erano costituite da un minerale di ferro, che fu chiamato
magnetite dal nome della città vicino alla quale fu scoperto.
La magnetite è conosciuta come calamita naturale. Oggi i magneti sono
fatti di acciaio o da un miscuglio di metalli che, attraversati da corrente
elettrica diventano dei magneti permanenti.
La scoperta delle proprietà del minerale di Ferro magnetizzato è l’origine
della bussola.
Tale strumento viene descritto per la prima volta in un libro cinese
dell’anno 83 d.c. come un cucchiaino ricavato dalla magnetite.
Non è noto quando la scoperta suscitò l’invenzione, ma questa si verificò
in Cina, dove dal IX secolo d.C. vennero usate le bussole ad ago, mentre
lo strumento non esisteva ancora in Europa
IL MAGNETISMO
Fin dall’antichità è noto che alcune
pietre (magneti o calamite naturali) si attraggano a vicenda e che l’attrazione
si esercita anche su piccoli pezzi di ferro, di cobalto, di nichel e
d’altre leghe.
La proprietà di queste pietre di provocare quest’attrazione (magnetismo),
non può essere eliminata, il magnetismo quindi rimane una proprietà
permanente del materiale.
Un pezzo d’acciaio temperato alla presenza di un magnete, acquista a
sua volta le proprietà magnetiche, diventando esso stesso una calamita,
con la qualità di non perdere tale proprietà anche quando si separi
dal magnete.
La bussola, non è altro che un ago calamitato, che può girare liberamente
intorno al suo centro.
Come fu scoperto in passato, un ago calamitato, quando non alla presenza
d’altre sostanze magnetiche o ferrose che ne possano modificare la sua
posizione, assume rispetto alla terra una posizione ben definita, orientandosi
nella direzione NORD-SUD.
L’estremità dell’ago magnetico di una bussola che si orienta verso il
Nord è chiamata POLO NORD del magnete e analogamente è chiamata estremità
POLO SUD del magnete quella orientata a SUD.
Una qualsiasi barretta calamitata gode delle medesime proprietà, possiamo
dire quindi che ogni calamita ha un suo POLO NORD ed un POLO SUD. (I
poli della calamita sono i due punti dove maggiormente si manifestano
le forze di attrazione o di repulsione N.d.R.).
Il POLO SUD di una calamita ed il POLO SUD di una bussola, si respingono
con violenza, se avvicinati l’uno con l’altra, mentre il POLO NORD della
calamita ed il POLO SUD della bussola, posti nella stessa condizione,
si attraggono con la stessa identica violenza. (Possiamo quindi dire
in sintesi che i poli dello stesso nome si attraggono, mentre i poli
con segno contrario si respingono. (N.d.R))
Il polo Nord di un ago magnetico, orientato verso il NORD è attratto
in realtà dal polo SUD della terra, ,situato in prossimità del POLO
NORD GEOGRAFICO.
IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE
– STRUTTURA ELEMENTARE
Immaginiamo la Terra, come la stessa,
nel suo interno, attraversata da una enorme calamita originante un grande
campo magnetico con linee di forza entranti ed uscenti dai Poli.
Tali Poli prenderanno il nome di POLI MAGNETICI, questi ultimi, molto
prossimi ai POLI VERI o GEOGRAFICI, indicati nelle vostre cartine.
L’ago della bussola, essendo lo stesso una calamita, per la proprietà
dei magneti, volgerà la polarità opposta al polo di attrazione, disponendosi
sempre, se non in sede di elementi devianti, sulle linee di forza del
campo magnetico generato dalla terra, ovvero diretto per direzione NORD-SUD.

La Prora letta quindi dal Timoniere, durante la conduzione in mare dell’unità,
se non alla presenza di elementi devianti quali sostanze diamagnetiche,
paramagnetiche, ferromagnetiche o elettromagnetiche risulta essere una
PRORA MAGNETICA. Purtroppo a bordo delle navi esisteranno sempre
strutture metalliche o cavi elettrici attraversanti la stessa, ciò comporterà
una deviazione dell’ago verso una direzione che sarà calcolata di volta
in volta dall’Ufficiale durante il turno di guardia, nelle diverse rotte
e/o latitudini ed a mezzo di apposite tabelle di correzione dette “tabelle
delle deviazioni” rilasciate al comando nave dal perito compensatore
solo e soltanto per quella nave e per quella bussola.
In quest’ultimo caso la Prora che seguirà il timoniere sarà sempre una
PRORA BUSSOLA.

DA RICORDARE
Non ponete MAI oggetti di
natura ferrosa, quali chiavi o utensili da lavoro, o altro materiale
in grado di alterare il campo magnetico generato in vicinanza della
bussola, quali cellulari, cavi conduttori, solenoidi, altoparlanti,
batterie o apparecchiature elettriche varie.
Se costretti a farlo, assicuratevi che i cavi siano distanziati adeguatamente
e che le apparecchiature siano adeguatamente schermate.

LA BUSSOLA MAGNETICA
La bussola magnetica rimane ancora
oggi lo strumento più affidabile per il navigante.
Anche se le moderne apparecchiature elettroniche hanno sopperito quasi
interamente alla navigazione tradizionale, chi va per mare, ancora con
occhio di marinaio, conduce la navigazione della propria nave con grande
rispetto nei confronti di questo strumento che rimane affidabile protettore
di condotta sicura..
Vediamo nelle sue parti come si compone e quale sia il giusto posizionamento
a bordo di una nave.
La bussola magnetica si compone di un mortaio (il contenitore
stesso che custodisce il tutto), fatto di materiale amagnetico, in altre
parole che non possa risentire o influenzare il campo magnetico.
Dalla base del mortaio si diparte una punta detta punta di sospensione,
sulla quale è incastonata una pietra dura (iridio o zaffiro) o ricavata
da metalli o leghe dure e creata in modo tale che nel tempo allo sfregamento,
possa subire il minor numero di deformazioni o deterioramenti possibili
.
Sulla punta di sospensione poggia L’elemento sensibile quest’ultimo
formato dalla combinazione della rosa graduata
(da 000° a 360°) e da un numero opportuno di aghi magnetici disposti
sotto la rosa nel senso 000° - 180°. (Gli aghi sono posti a bilanciamento
della rosa in numero pari tali da compensarne la stabilità, ma potrebbe
essercene soltanto uno anche di forma circolare).
Disposto opportunamente, saldamente fissato alla rosa graduata si trova
un galleggiante, questo ultimo con lo scopo di smorzare gli effetti
dovuti al movimento della nave trasmessi alla bussola stessa e con la
funzione di non fare gravare ulteriormente il peso della rosa.
All’interno (se del tipo non a secco ormai in disuso N.d.R.),
troviamo un liquido formato in percentuale di acqua ed alcool,
in soluzione 30%-70%, o altre sostanze create dalle case in fase di
costruzione delle stesse bussole, quali glicole, derivati del petrolio,
altro. Scopo del liquido è quello di smorzare ulteriormente gli effetti
prodotti dal movimento della nave, mentre la soluzione viene creata
in giuste dosi, per evitare durante la traversata della nave in climi
rigidi, il congelamento del liquido stesso con l’inconveniente scoppio
del mortaio.
Il polmone (fondo ondulato, membrana in gomma o altro), ha invece il
duplice effetto di compensare (espandendosi) le variazioni volumetriche
dovute alla riduzione del liquido stesso, eliminando l’inconveniente
del formarsi della bolla, o di comprimersi quando il liquido stesso
aumenta il suo volume a seguito della variazione della pressione e/o
temperatura.
La linea di fede (se ne possono trovare più di una posta all’interno),
viene posta in corrispondenza dell’asse longitudinale della nave, (o
parallelamente spostato da esso stesso), con lo scopo principale di
indicare la Prora che il timoniere dovrà seguire, in relazione della
suo allinearsi con la graduazione riportata sulla rosa dei venti.
La sospensione cardanica ha lo scopo di mantenere il mortaio
sempre in posizione orizzontale rispetto il piano di riferimento (orizzonte
marino).
Troviamo inoltre un tappo di riempimento ed un vetro del
tipo piatto od a cupola per facilitare la lettura della rosa stessa
al timoniere.
Ulteriormente di una luce interna/esterna per la lettura notturna..


LA
ROSA DEI VENTI
La Rosa dei venti sembra abbia origine
dal mondo Greco.
Posta nel Mare Egeo rendeva facile ed agevole il navigare secondo le
rotte stabilite verso i paesi che offrivano un facile mercato e commercio.
Così nascevano le direzioni degli otto venti principali
Le direzioni cardinali (N – S - E- W) dividono l’orizzonte in
quattro quadranti, secondo numerazione Romana I- II- III e IV quadrante.
Rispettivamente ognuno diviso in 90° saranno:
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I quadrante
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compreso tra 000° e 090° |
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II quadrante
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compreso tra 090° e 180° |
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III quadrante
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compreso tra 180° e 270° |
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IV quadrante
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compreso tra 270° e 360° |
Dividendo in due i quadranti per mezzo di bisettrici (45°), otteniamo
altre quattro direzioni intercardinali: rispettivamente : NE- SE-
SW e NW.
Le direzioni cardinali ed intercardinali sono chiamati venti.
Vediamo cosa osservavano i
Greci:
ad E (EST) il sole sorge, quindi si “leva”
il vento sarà il LEVANTE
ad W (OVEST) il sole si “pone” quindi il vento sarà il PONENTE
a S (SUD) OSTRO o MEZZOGIORNO (ostro = color porpora,
quindi un vento che, trasportando sabbia del deserto, tinge il cielo
di un colore rossastro, e mezzogiorno, poiché alle nostre latitudini,
il sole quando raggiunge la sua massima altezza proietta ombra a
Nord trovandosi esso stesso a SUD).
a N (NORD) era il tramonto della civiltà quindi TRAMONTANA
a NE (NORD-EST) vi era la Grecia quindi GRECO o GRECALE
a SE (SUD-EST) vi era la Siria, quindi SCIROCCO
a SW (SUD-OVEST) vi era la Libia quindi LIBECCIO
a NW (NORD-OVEST) vi era il Magistero (Roma) quindi MAESTRALE |
La Rosa dei Venti è graduata per
le moderne bussole da 000° a 360°. Le bisettrici degli ottanti (un ottante
è 45°) individuano altre otto direzioni o “mezzi venti”, in altre parole:
NNE- ENE- ESE- SSE- SSW- WSW- WNW- NNW.
La Rosa dei venti può essere a sua volta suddivisa in “Rombi o quarte
di vento” (angolo compreso tra un vento ed un mezzo vento graduato
di 11°15’).
“La mezza quarta” che suddivide ancora l’angolo a metà di 5°
37’30”, ed infine la “Quartina” che biseca l’angolo di mezza
quarta a 2°48'45”, fino all’ottenimento del grado stesso.
Ricordo che la graduazione della rosa delle bussole, dipende oltre che
dalla tipologia della nave, anche dalla velocità della stessa. Quindi,
solitamente, si troveranno rose dei venti graduate di grado in grado
per navi, mentre per pescherecci, la cui prora difficilmente tiene il
mare agli elementi, solitamente sono adottate rose graduate di 2° in
2°. Nelle unità da diporto, molto veloci e leggere, la rosa dei venti
di una bussola può essere graduata anche di 5° in 5°.

COME DETERMINARE LA LINEA MERIDIANA
Per mezzo dello GNOMONE:
a terra a mezzo di un’asta fissata verticalmente nel terreno. L’ombra
proiettata all’avvicinarsi del sole al suo Passaggio in meridiano (altezza
massima) andrà accorciandosi. Basterà quindi iniziare a tracciare dei
segni di riferimento nel terreno. L’ombra più corta unita con l’asticciola
conficcata nel terreno, (per le nostre latitudini), segnerà il Nord,
essendo il Sole stesso al suo opposto, in altre parole rivolto a SUD.
(questa determinazione è particolarmente precisa nelle epoche dei solstizi.
N.d.r.)
Individuata la linea meridiana Nord-Sud, è agevole trovare i cardini
mancanti E ed W.
Per mezzo della stella polare : molto prossima al Polo Celeste
Nord ( per individuare il Nord) , quale astro ubicato nella costellazione
dell’orsa minore o del piccolo carro. Ed a mezzo dell’individuazione
del SUD a mezzo della Croce del Sud per l’emisfero Sud.
Per mezzo della luna: la quale nelle sue diverse fasi riveste:
Primo quarto: La luna sorge di giorno ed è visibile di sera,
mostrando la sua parte illuminata verso OVEST (gobba a ponente luna
crescente);
Luna Piena: si ha quando la luna ed il sole sono l’uno all’opposto
dell’altra, la luna sorge al tramonto del sole e rimane visibile tutta
la sera (vengono individuate le direzioni cardinali E ed W o prossime
ad esse in relazione al periodo stagionale);
Quando la Luna è all’ultimo quarto: sorge in piena notte e rimane
visibile tutto il mattino, mostrando la sua parte illuminata verso EST
( Gobba a Levante luna Calante).
La Luna Nuova si ha quando dalla Terra si vede nella stessa direzione
del sole e la sua parte oscura è rivolta verso di noi, risultando quindi
invisibile. Nella luna nuova sole e luna sono nella stessa posizione
.

Scopo: questa piccola dispensa
non esula il marittimo nel dover approfondire ulteriormente la propria
conoscenza in mare, la stessa basata sull’esperienza e sull’arte marinara.
Ricordate che ogni strumento affinché reso affidabile avrà bisogno di
manutenzione ordinaria e straordinaria.
Non abbiate timore nel domandare!!!!
La conoscenza è sinonimo d’esperienza,
ma anche il dubbio, se avallato da risposta certa e meritevole, descriverà
sempre un indice maggiore di sicurezza.


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PILOT CHARTS
Cosa sono? :
Le PILOT CHARTS, (da adesso P.C. N.d.r.), forniscono in forma grafica
le medie raccolte negli anni delle diverse osservazioni e dei numerosi
dati meteorologici marini.
Furono introdotte nel 1855 da F.M. Maury e riportano nel loro insieme
le condizioni climatiche degli oceani nei loro diversi periodi stagionali.
Le edizioni più caratteristiche forniscono al navigante utili informazioni
nella scelta della rotta economica e più sicura per il viaggio commerciale
da dover affrontare.
Quali informazioni trovo in una P.C.?:
Le P.C. contengono nel loro insieme le più differenziate informazioni
delle condizioni climatiche riferite alla zona in cui si sta navigando
e nel periodo (mese) stagionale in atto.
Quali informazioni trovo in una P.C. nello specifico?:
Nello specifico troviamo informazioni su:
· Venti
· Correnti
· Pressione superficiale
· Temperatura del mare
· Temperatura dell'aria
· Traiettorie delle tempeste
· Limiti dei ghiacci alla deriva
· Frequenze delle burrasche
· Cicloni tropicali
· Frequenze delle altezze delle onde superiori ai 12 piedi ( oltre 3,65
m)
· Visibilità orizzontale
· Linee di uguale declinazione magnetica
· Rotte consigliate per i principali porti per navi veloci e per navi
lente
· Navi meteorologiche stazionarie
· Servizio AMVER (Automatic Mutual-Assistence Vessel Rescue)
· Trattazioni nel retro delle P.C. di un argomento di utile interesse
per la navigazione (solo per le carte preparate dall'U.S. Naval Oceanographic
Office e pubblicate dal D.M.A. H/T Center.
Cosa posso mantenere ben a mente?:
E' utile rammentare che le informazioni meteorologiche riferite all'altezza
d'onda ed ai dati riferiti alle tempeste, sono quelli che il navigante
deve valutare maggiormente aggiungendo per gli stessi un rischio maggiore
di quello riscontrato nelle stesse P.C.
In poche parole le percentuali ed i dati riportati nelle P.C. forniscono
valori di un tempo migliore rispetto quello effettivo, e ciò
perché le osservazioni vengono condotte dalle navi che generalmente
tendono ad evitare le aree di cattivo tempo.
Come posso comprendere la simbologia in uso nelle P.C.?:
Vediamo adesso nello specifico come iniziare a comprendere una P.C.
nei suoi diversi simboli e colori.
Per prima cosa notiamo che una P.C. è divisa in tanti reticolati ampi
ognuno di essi 5° in latitudine ed in longitudine, poi …..
VENTI:
Al centro di ogni reticolo troviamo un cerchio dove troviamo nello specifico
la direzione la forza e la frequenza degli otto venti principali ( Vi
ricordo che le denominazioni tipiche dei nomi dei venti generalmente
valgono per il bacino mediterraneo N.d.r.).
La direzione del vento è quella di provenienza (si dice sempre
il vento da dove viene N.d.r.) e la stessa provenienza viene calcolata
in relazione al meridiano di zona. (ricordando che il meridiano è un
circolo massimo che entra ed esce dai poli e che quindi indicherà sempre
il Nord ed il Sud di direzione di una carta N.d.r.).
La forza del Vento viene indicata con il corrispettivo valore
di riferimento della scala Beaufort contando il numero delle barbette
presenti nei segmenti di direzione del vento.
La percentuale della frequenza in cui un tipo di vento ha soffiato
in quella data area è facilmente ottenibile misurando il segmento di
direzione del vento e riportando la stessa misura nell'apposita scala
di riferimento (SCALE OF WIND PERCENTAGE).
Se la frequenza del vento da una data direzione risulta troppo elevata,
essa viene indicata con un numero posto sul segmento interrotto.
Il numero all'interno del cerchietto indica la percentuale di
calma.
CORRENTI MARINE
Ricercate attentamente il colore VERDE.
Vengono indicate da frecce di colore verde nelle stesse sono riportate
le velocità medie in nodi od in miglia al giorno delle correnti marine
presenti in una certa area ed in determinato periodo dell'anno.
Le frecce possono essere rappresentate da linee verdi continue o da
linee verdi tratteggiate a seconda se la direzione delle correnti risulta
in prevalenza stabile o incerta.
LIMITI DEI GHIACCI
Ricercate attentamente il colore ROSSO ("ooooooo", "uuuuuu" ---.----.----.).
Vengono indicati con linee di colore rosso un po’ diverse a seconda
se si tratti di Oceano Atlantico o Pacifico.
Indicano l'estensione minima, media o massima di ghiaccio di mare di
concentrazione pari o superiore ad 1/8.
Nelle informazioni riferite ai ghiacci troviamo i GHIACCIAI, i limiti
degli ICEBERGS ed inoltre con piccoli triangoli rossi anche gli ICEBERGS
che in passato hanno superato detto limite.
ISOBARE
Ricercate attentamente il colore BLU.
Le isobare sono rappresentate in piccole cartine ai bordi delle stesse
P.C. . Rappresentate con linee continue di colore Blu, vengono spaziate
tra di loro ad intervalli di 2,5 mb.
ISOTERME DELL'ARIA
Ricercate attentamente il colore ROSSO.
Vengono indicate con linee continue di colore rosso
ISOTERME DEL MARE
Ricercate attentamente il colore VERDE
Vengono indicate con linee continue di colore verde
VISIBILITA'
Ricercate attentamente il colore BLU
Vengono indicate con linee continue o tratteggiate di colore blu ed
indicano la percentuale di visibilità inferiore alle 2 miglia
VALUTAZIONE DELLA NEBBIA
L'attenta analisi delle isoterme dell'aria con quelle del mare, correlata
con quella degli strumenti di bordo, fornisce utili informazioni al
navigante sui probabili sviluppi o formazioni di nebbia.
STATO DEL MARE
Ricercate attentamente il colore ROSSO e SPESSO.
Indicato con linee di colore rosso marcato, con le stesse viene rappresentata
la percentuale di onde con altezza superiore ai 12 piedi.
Direzione di provenienza e altezza delle onde si può, con attenta analisi,
valutare ricavando i valori del vento di zona.
TRAIETTORIE DEI CICLONI EXTRATROPICALI
Ricercate attentamente il colore ROSSO e SPESSO ( CONTINUE O TRATTEGGIATE)
Le traiettorie principali dei cicloni extratropicali sono rappresentate
con linee di colore rosso marcato del tipo continuo.
Le traiettorie secondarie dei cicloni vengono evidenziate con linee
rosse del tipo tratteggiato.
TRAIETTORIE DEI CICLONI TROPICALI
Ricercate attentamente il colore VERDE.
Le traiettorie dei cicloni tropicali sono rappresentate in verde per
la stagione di massima frequenza.
BURRASCHE (GALES)
Sono rappresentate in percentuali in ogni reticolo (forza 8 della scala
Bft) con dei numeri in rosso.
Dove il numero è "0", le burrasche si sono verificate, ma le osservazioni
effettuate dalle navi in navigazione in quelle aree non sono state così
frequenti da poter dare dei valori attendibili.
ROTTE CONSIGLIATE
Ricercate attentamente il colore NERO.
Le rotte consigliate sono rappresentate con linee continue di colore
in nero ed indicano il verso ed il cammino in miglia.
Le rotte consigliate per navi che vengono valutate come del tipo a lento
moto vengono rappresentate con linee nere del tipo tratteggiato.
Per alcuni oceani sono riportate anche le rotte consigliate per le navi
a vela.
LINEE DI DECLINAZIONE
MAGNETICA
Cercate attentamente il colore GRIGIO.

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